Jan Worst
19 ottobre 2000
galleriacardi.com
 

Nei suoi quadri sembra che il tempo si scandisca lentamente e la credibilità si fonda con l'artificiosità. Sette sono le opere di Jan Worst presentate dalla Galleria Cardi, sette ritratti di un mondo reale e irreale allo stesso tempo. Elementi forti ed eterogenei, elementi che si uniscono come in un collage, integrati da una tecnica sempre più precisa nella quale permane una sensazione di alienazione e mistero. I personaggi dei suoi dipinti, donne languide e bambini annoiati, hanno atteggiamenti e pose forzate, imperiose, come se volessero smentire e contrastare la rispettabilità degli interni opulenti rappresentati. Lo spettatore è posto in un ruolo di "voyeur", si confronta con un mondo vano del quale non conosce l'esistenza. II suo stile pittorico è sobrio, distante, a volte secco. L'omaggio alla bellezza è una delle caratteristiche principali della sua opera, l'aria dei suoi dipinti, leggera e melanconica, sembra introdurci nelle case come testimoni di una forma di rispettabilità in estinzione. Le opere di Jan Worst diventano un appello alla consapevolezza, alla spiritualità e alla civilizzazione, una dichiarazione personale poiché egli non si sente legato a nessun movimento. Il suo lavoro è influenzato dal cinema degli anni sessanta e settanta: si coglie una certa influenza del cinema neo-realista italiano e dei film della Nouvelle Vague, il mentale, tra l'attuale e il virtuale. Sono opere ferme come un film che non esiste, gelide scene di storie sconosciute che pongono domande alle quali non ci sono risposte. Egli utilizza, per i suoi dipinti, ritagli di giornali di architettura di interni o giornali di moda, seleziona e manipola questi frammenti, li toglie dal loro contesto originale e li conduce ad un nuovo significato, ad una "metamorfosi poetica", personale ed estrema. Le sue opere sono fondamentalmente "rappresentazioni di riproduzioni". Come un regista Jan Worst pone i suoi protagonisti su un set spettacolare, organizza la luce e assembla le pareti creando la "realtà " dei suoi dipinti. Egli dirige la realtà e la sua rappresentazione, le unisce in una totalità che ha un significato completamente

Galleria Cardi

 
   
 
in passing, cm 200 x 115, 2000  

 

 

 

 

 
the captive, cm 150 x 150, 1999  
 
the wait,cm 80 x 230, 2000  

 

 

 

 

 

 

 

 

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January 2001

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