Kim Dingle


From: 2002-04-09
To: 2002-05-31


Il giorno 9 aprile 2002 si inaugura presso la Galleria Cardi di Piazza Sant’Erasmo 3 a Milano una mostra personale di Kim Dingle, artista californiana che vive e lavora a Los Angeles. La nuova serie di opere dal titolo ‘Never In School’ comprende 12 oli su pergamena e ripropone le ormai celebri Priss Girls dell’artista in una recente ambientazione autunnale. In questi lavori i personaggi ‘Fatty’ e ‘Fudge’, gli alter ego della Dingle, marinano la scuola e si divertono liberamente in uno spazio incontrollato e privo della presenza degli adulti. Con i loro abitini bianchi soffici e vaporosi, le immacolate scarpette stile Mary Jane, queste ragazzine dall’aspetto innocente creano in realtà un vero e proprio finimondo, senza comunque rompere nulla, senza spargere sangue. Questo nuovo motivo della ‘scuola’ stimola l’esperienza pittorica della Dingle: il reale impatto di queste opere sta infatti nel movimento suscitato dall’uso del colore. Più immediata, più veloce, più libera, l’intensità del gesto pittorico risulta essere più evidente che mai; resa con le tenui e delicate tonalità della terra, l’energia si sprigiona dal movimento dei materiali utilizzati. La pergamena traslucida su cui è applicato il colore genera una sorta di bagliore quasi etereo che a sua volta rivela un possibile lato angelico di queste bambine particolarmente irrequiete. Accanto a questi lavori recenti troviamo l’installazione ‘Fatty’ realizzata dalla Dingle nel 1998: ‘Fatty’ è una ‘ragazzina’ di mezza età realizzata in carta pesta, legno e gesso, che ricorda metaforicamente l’artista, un personaggio un po’ adulto e un po’ bambino che rivela però una condotta turbolenta e una particolare attitudine alla violenza e all’aggressività. Vestita con fantasiosi abitini da festa, la bambola, ancora coperta di calcinacci, sfonda violentemente, con un balzo verso l’esterno, un muro, all’interno del quale sembrava essere imprigionata. Il tema delle ‘bad girls’ è centrale nel lavoro di Kim Dingle: l’apparenza da ragazzine ‘per bene’ -sicuramente imposta dal potere educativo nonché repressivo di una qualche presenza adulta e razionale- nulla può nei confronti della sfrenata aggressività che esse rivelano. L’inevitabile e naturale rabbia nei confronti di un mondo ancora da esplorare scoppia irrefrenabilmente in chi non ha ancora interiorizzato i propri confini. Fare a pezzi il mondo, distruggerlo, imbrattarlo, divorarlo: sono, questi, impulsi primari che necessariamente animano parte delle esperienze infantili, e senza i quali non impareremmo a comprendere, amare ed abbracciare la realtà.

© Galleria Cardi