Greg Bogin
... and so on

From: 2003-10-07
To: 2003-11-23


Presso la Galleria Cardi & Co si inaugura la mostra personale di Greg Bogin con la presentazione di quattordici dipinti inediti ed una scultura. L’artista è nato a New Yok nel 1965 dove vive e lavora e si è laureato in arti visive presso la Cooper Union nel 1992. Il retroterra visivo di Greg Bogin risiede nelle immagini assimilate durante l’infanzia e nel vocabolario visuale fissato nella mente di un’intera generazione. I marchi, i simboli, le icone, le immagini pubblicitarie assorbite in un’epoca, gli anni Sessanta e Settanta, segnata dall’esplosione del consumismo e dall’affermazione di una nuova visione estetica della società, hanno inciso profondamente sull’opera pittorica dell’artista. Indubbia è quindi la forte influenza, esercitata sull’estetica di Bogin, dai colori squillanti, dai prodotti di immagine, dalle marche e dai loghi con un forte impatto visivo, per non parlare del fermento artistico che pervadeva la metropoli americana in quegli anni. L’arte di Bogin si sviluppa, inevitabilmente, nell’ambito della Pop – Art, dell’arte Concettuale e del Minimalismo. Da queste correnti l’artista trae ispirazione per seguire, in seguito, un personale percorso visivo e una rielaborazione del segno: per Bogin si potrebbe parlare di "Minimalismo – Pop" oppure di "Pop – Astrazione". Il riferimento di Greg Bogin al Minimalismo si è come "attutito" col tempo, poiché le sue figure hanno perso il rigore estetico delle origini e la rigidità di quella corrente artistica che esprimeva le proprie tematiche, talvolta, in maniera volutamente ermetica ed inaccessibile ai non-iniziati. In seguito i suoi soggetti hanno finito per aprirsi meglio alle interpretazioni contemporanee e ad una migliore conoscenza da parte del pubblico. Bogin stesso infatti ritiene che oggi un artista debba rendere i propri concetti chiari e accessibili alla cultura popolare: quest’ultima infatti richiede continuamente significati per tutti i messaggi che riceve e non potrebbe mai comprendere immagini create "senza significato". L’artista per le sue opere trae ispirazione da sorgenti organiche perché, afferma Bogin, nell’arte "(…) i materiali sono così inorganici". Le sagome arrotondate delle sue tele hanno forme tratte dalla natura, posso essere interpretate come sintesi e stilizzazioni di organismi viventi. La superficie dei quadri, dall’aspetto industriale, viene ottenuta mediante una personale tecnica di laboriosa sovrapposizione di strati di materiale diverso (gesso, acrilico e smalto) e presenta colori vivaci su sfondi uniformi, con accostamenti di tono talvolta audaci. Greg Bogin, nel testo del catalogo pubblicato dalla Galleria Cardi & Co. in occasione di questa mostra, spiega come i giardini zen abbiano suscitato in lui l’ispirazione per la disposizione degli elementi sulla superficie del quadro e per la realizzazione delle figure che sembrano assomigliare ai sassi tondeggianti adagiati sulla ghiaia. I nuovi quadri di Bogin "(…) si sono allontanati dalla misurazione della materia e sono più vicini a ciò che costituisce il confine tra pittura e scultura."

© Galleria Cardi