Guillermo Kuitca


From: 2002-04-16
To: 2002-05-31


Il giorno 16 aprile 2002 si inaugura presso la galleria Cardi & Co. di Corso di Porta Nuova 38 a Milano una mostra personale di Guillermo Kuitca, artista argentino che vive e lavora a Buenos Aires. L’opera di Kuitca si basa, per la maggior parte, su architetture di luoghi ed edifici pubblici ed utilizza di preferenza sistemi di rappresentazione quali la mappa o la pianta architettonica. Attraverso questo immaginario, Kuitca esplora i diversi momenti di unione e di separazione dell’esistenza umana, soffermandosi in particolar modo su quegli spazi in cui l’esperienza individuale e quella comunitaria interagiscono, dove il ricordo personale prende immediatamente il posto di quello collettivo. Kuitca si sposta naturalmente da piante di edifici a mappe di città, da carte genealogiche a studi di teatri, mettendo in luce la contrapposizione tra assenza e presenza, tra passato e presente, tra finzione e realtà, tra sfera pubblica e sfera privata. Le mappe presenti in mostra rappresentano per lo più immagini di luoghi e di posti non specificati: chiunque armato di un atlante potrebbe dedurre quali essi siano, sebbene in alcuni casi Kuitca “alteri” la mappa, sostituendo nomi a capriccio. È dunque meglio non caricare di troppi significati la loro effettiva locazione. Le mappe sono anonime, sono proiezioni meccaniche del mondo e, nondimeno, arrivano a rispecchiare la visione del mondo dell’artista, mostrando chiaramente i segni di una fattura a mano. Kuitca è in costante pellegrinaggio per il mondo (il che trova una eco nello stile pittorico adottato nelle opere in mostra), senza concentrarsi su alcun luogo in particolare. A volte il nome delle stesse città è ripetuto in continuazione a suggerire l’inesplicabile natura di certi luoghi; altre volte ancora l’artista dipinge mappe su letti, su divanetti, su materassi, in modo da reintegrare il fantasmagorico ruolo che esse giocano nell’opera. È il caso, ad esempio, della serie Beds. Sono liste, questi quadri, dove luoghi ed esperienze trovano un loro nome ed il mondo viene posto a portata di mano. Accanto alle mappe troviamo una serie di opere tratte dalla recente serie Puro Teatro in cui Kuitca ritorna al teatro come vero e proprio soggetto, radicalizzando sempre più la relazione tra lo spettatore, l’artista e il suo lavoro. La componente teatrale si trova, in queste opere, all’interno dell’armatura architettonica, molto più che nell’azione drammatica svolta in questo spazio. In questi lavori dai colori accesi e contemporaneamente sfumati in una sorta di gioco contraddittorio, l’artista ha deciso di cambiare prospettiva, invertendo bruscamente la visione tipicamente barocca di un immenso palcoscenico: al posto di indicare il punto di vista dello spettatore sul palcoscenico, Kuitca rivela il punto di vista degli attori nei confronti del pubblico. In ultimo, una descrizione del trasferimento tecnico dell’immagine trova il proprio doppio capovolto nelle opere della serie L’Encyclopédie, che comprende stampe riproducenti modelli architettonici dell’Encyclopédie di Diderot. La qualità pittorica di queste opere dipende interamente dal loro modello di riferimento; in Marble Flooring Plan of a Salon in the Palace of the Marquis De Spinola, Genova, ad esempio, l’immagine della pianta architettonica disegnata dagli assistenti possiede il rigore tecnico di una stampa documentaria del XVIII secolo. Kuitca decostruisce. Propone il disegno, poi lo nega. Quando sembra maggiormente negare l’aspetto manuale, Kuitca reintroduce in modo drammatico l’importanza del gesto: posa la tela a terra, valuta l’intensità del getto, controlla la quantità d’acqua, prevede e quindi dirige la sua portata. Bagna la tela: un getto d’acqua più violento e ravvicinato produce una maggior dissoluzione del disegno. Kuitca introduce l’assenza di colore, in queste opere, dipinge una pittura senza pigmento, dipinge con acqua pura.

© Galleria Cardi